2016 — Un archivio di ritagli, non un giornale
All'inizio era solo una raccolta di delibere regionali sulle concessioni idriche, accumulate senza un piano editoriale. Tre persone, un dominio registrato per errore e la sensazione che nessuno stesse leggendo davvero i documenti che contavano.
2018 — La prima inchiesta sulle frodi agroalimentari
Un fascicolo della procura di Bari arrivato per caso ha cambiato il metodo: seguire la merce, non il comunicato. Da lì abbiamo capito che la cronaca ambientale richiede tempo, verifiche incrociate e la disponibilità a pubblicare anche quando la notizia non è comoda.
2020 — La sezione sui fondi strutturali europei
Abbiamo aperto un monitoraggio continuo sulla programmazione 2021-2027, con tabelle di scadenze regionali e confronti tra le quote assegnate. È il lavoro meno visibile e più utile che facciamo: senza quei numeri, ogni dibattito sulle risorse idriche resta generico.
2022 — Il reportage sulla siccità nel bacino del Po
Tre settimane tra Ferrara e Alessandria, dati satellitari del programma Copernicus alla mano, per raccontare cosa succede quando le ordinanze regionali arrivano dopo il danno. Da quel lavoro è nata una collaborazione stabile con alcuni consorzi di bonifica.
2024 — La redazione si allarga, il metodo no
Siamo cresciuti, ma continuiamo a partire dai documenti originali: ordinanze, regolamenti, bilanci dei consorzi. Le fonti secondarie le usiamo solo per orientarci, mai come base di un pezzo. È una regola lenta e scomoda, e non intendiamo cambiarla.